in relazione a quella degli uomini
Nel corso del Novecento, complessi processi strutturali e culturali hanno prodotto slittamenti e rotture della linea di demarcazione tra sfera pubblica e sfera privata definite, secondo una consolidata costruzione di genere, la prima al maschile e la seconda al femminile. Tali trasformazioni, tra l’altro, hanno portato una visibile e problematica presenza delle donne nella dimensione politica, roccaforte maschile per eccellenza. Un percorso che vede, con il conseguimento del diritto di voto e di rappresentanza, una significativa svolta che suscita allarme e paure. Rappresentazioni caricaturali, stereotipi negativi e limitanti hanno accompagnato e dato forma all’ingresso delle donne nella scena politica concorrendo a ribadire consolidati modelli di genere.
Nell’intento di offrire materiali di riflessione e di elaborazione, questa sezione del sito mira a offrire alcuni degli esempi più significativi di tali rappresentazioni
Vengono elette 49 donne su un numero complessivo di 978 componenti nei due rami del Parlamento: 45 alla Camera e 4 al Senato.
Gli anni della nascita dell’Italia Repubblicana visti dalla gente comune e letti attraverso i diari conservati presso l’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano.
C’era l’usanza, forse retaggio dell’era fascista, di premiare con nastrini colorati che chiamavamo “coccardine” i risultati parziali tra una pagella e l’altra: i colori erano vari e ognuno rappresentava ...
Il 1953 iniziato con le luttuose notizie da Mosca, fu un anno di altri grandi avvenimenti. La Democrazia Cristiana, facendo fede a un vecchio proverbio secondo il quale l’appetito ...
Il 21 agosto, a Yalta, muore Palmiro Togliatti. Più di un milione di persone ai funerali a Roma. Alcuni fra i più noti registi del cinema italiano girano un ...
Genova era insorta e Roma antifascista andò a Porta San Paolo a prendersi le cariche dei cavalieri d’Inzeo & CO. Sarebbero seguite Reggio Emilia con 5 antifascisti uccisi dalla ...
Proponiamo in questa sezione alcuni temi centrali che emergono dallo studio delle rappresentazioni visuali e testuali delle elette sulla stampa dell’epoca.
È il 25 giugno del 1946, a piazza Montecitorio si respira un’aria solenne: i padri e le madri della Repubblica Italiana sfilano sotto lo sguardo attento dei giornalisti mentre una folla li attende curiosa.
Tra i 556 eletti si contano 21 elette, pari a una rappresentanza del 3,6 per cento. Il numero complessivo dei voti riportati da tutte le candidate, nelle varie circoscrizioni elettorali, era di 735.254, di cui: 326.690 alle comuniste, 299.849 alle democristiane, 51.561 alle socialiste, 19.221 alle qualunquiste, 18.990 alle repubblicane, 2.062 alle azioniste e 16.872 alle candidate di altri 15 partiti..